I plastici del Ferclub

I plastici o il plastico è in ogni associazione fermodellistica tema sulla quale si fonda l’attività del sodalizio.
Il Ferclub non ha puntato su un unico plastico di grandi o grandissime dimensioni, bensì su una pluralità con dimensioni più contenute in modo da coprire il più possibile il vasto panorama del fermodellismo ferroviario.
Ci sono dunque plastici in corrente continua ed altri in alternata.
Ci sono plastici che utilizzano il sistema analogico tradizionale ed altri il più moderno sistema digitale.

Anche le principali scale commerciali sono tutte rappresentate, dai i piccoli treni in N, a quelli più diffusi in H0
fino a quelli più grandi in scala G adatti a girare nei giardini.

Ed infine si è voluto dare un respiro che travalichi i confini italiani puntando molto sui treni del centro Europa, senza dimenticare i potenti ed affascinanti treni Usa.

Il materiale rotabile che si può ammirare al Ferclub durante le manifestazioni è in parte di proprietà dei singoli soci che hanno piacere di vedere i loro modelli circolare ed in parte è di proprietà del Ferclub. In quest’ultimo caso acquistati dall’Associazione oppure provenienti da donazioni di appassionati di trenini che hanno ritenuto di lasciare in buone mani ciò che negli anni hanno collezionato e che per un motivo qualsiasi non possono più utilizzare.

 

Plastico senza frontiere in HO
In questo plastico vi sono circa 40 metri quadrati ad ambientazione mitteleuropea con quasi 60 metri lineari di binari per la circolazione di treni, il tutto alimentato in corrente continua con il sistema digitale.
Una grande stazione a 6 binari, 2 gallerie, un doppio ponte ad arcata e, sul retro – non visibile – la  grande “stazione ombra” utilizzata per l’allestimento dei convogli che possono arrivare ai 3 metri di lunghezza (circa 10 carrozze).
Molto suggestiva la zona di smistamento con una piattaforma girevole e la rimessa per le locomotive elettriche ed a vapore.
I treni che circolano vanno dai convogli storici trainati da sbuffanti locomotive a vapore fino ai moderni treni  ad alta velocità Frecciarossa, passando per i treni regionali ed i treni locali a trazione diesel.
Integrate con il plastico vi sono una serie di strade per la circolazione, con un sistema altamente automatizzato, di camion con il trasbordo dei TIR su ferrovia e per la circolazione di numerosi autobus con la colorazione usata nella città di Trieste.

Ed ancora a complemento un tram con un percorso ” va e vieni” che ricorda la trenovia Trieste-Opicina.

 

Plastico utilizzato dai bambini
La fortunata iniziativa dei “Trenini della Domenica” iniziata nel 2003 ha portato alla costruzione di un plastico adatto a questo scopo che è stato realizzato nel tradizionale sistema analogico e in corrente continua.
Ha uno sviluppo di circa 20 metri di binario con 11 scambi e un sistema di sezionamento/blocco dei convogli che possono essere comandati facilmente – assieme alla regolazione della velocità tramite trasformatore – da un bambino assistito da un socio.
Possono circolare 2 treni contemporaneamente con uno in attesa su un secondo binario della stazione ed altri fermi su binari morti, pronti a partire. Il divertimento è assicurato.
Questo plastico viene usato anche per testare le macchine con sistema analogico a corrente continua sia di proprietà del Ferclub sia personali dei soci, ma anche di visitatori simpatizzanti che vogliono capire se le loro macchine, magari ferme da anni in soffitta, funzionano ancora. Chiedere di poter provare è una opportunità offerta a tutti.

 

 

Plastico Ferrovie Retiche
Lo scartamento metrico delle Ferrovie Retiche, le minori dimensioni dei mezzi circolanti e le curve di raggio più contenuto, hanno permesso di ottenere in poco spazio effetti sorprendentemente vicinissimi alla realtà. E’ stata infatti fedelmente riprodotta fin nei più minuti dettagli – tutti autocostruiti – la stazione di Susch (valle Engadina, Svizzera, Cantone dei Grigioni) della linea omonima.
Questo è il primo plastico che è stato realizzato dai soci fondatori del Ferclub ad inizi anni ‘90
Il plastico utilizza lo scartamento HOm che generalmente è poco usato. Questo ha un rapporto di scala 1:87 come l’H0, ma la distanza tra le 2 rotaie è di 12 mm (scartamento ridotto 1000 mm in realtà) e non di 16,5 mm come nell’HO (scartamento standard 1435 mm in realtà).
La stampa specializzata italiana ed estera ha riservato servizi speciali a quest’opera che nella mostra “Modellismo che passione” a palazzo Costanzi a Trieste (23 gennaio-28 febbraio 1999) ha registrato oltre 17.000 visitatori.

Plastico Marklin vintage
Il materiale ferroviario prodotto dalla Marklin – la più antica azienda produttrice di trenini – trova spazio al Ferclub in ben due plastici: uno in sistema tradizionale analogico ed uno in sistema digitale.
Su quello con sistema analogico tutto il materiale (locomotive, locomotori, vagoni, binari, sistemi di comando) è rigorosamente anni ‘50 e ’60. Lo abbiamo pertanto chiamato “plastico vintage”.  I treni dunque ben “datati”, ma tutti in perfetta efficienza trattandosi di qualità Marklin.
Sono presenti anche alcuni modelli in alternata costruiti da altre marche come Hag, Rivarossi, Lilliput.
Una stazione, ponti, gallerie, una quindicina di scambi e semafori per la circolazione contemporanea di più convogli e vicino vi è la zona di smistamento locomotive con una piattaforma girevole e relativa rimessa,  tutto materiale “rigorosamente” Marklin.
Fanno parte di questo plastico 25 locomotive tra diesel, vapore ed elettriche tra cui il famoso “Coccodrillo” delle Ferrovie Svizzere sulla linea del Gottardo

 

Plastico Marklin a parete
Per sfruttare al meglio lo spazio a disposizione questo plastico ha una lunga linea a doppio binario appoggiata su mensole a parete che impegnano l’intero perimetro di una vasta sala. La stazione di testa che ricorda, nella parte esterna dei binari, quella di Trieste Campo Marzio consente di ammirare lo smistamento e la predisposizione dei convogli da una prospettiva molto interessante.
Su questo plastico i treni viaggiano con il sistema digitale che consente molti effetti come il suono, il fumo  ed il movimento a  velocità realistiche anche minime, adatte alle manovre in stazione o sui binari morti.
Nella zona dello scalo merci e smistamento sono presenti una piattaforma girevole e la famosa gru motorizzata della Marklin.
Fanno parte di questo plastico una ventina di locomotive tra diesel, vapore ed elettriche tra cui alcuni diesel già presenti nel porto di Trieste per il trasporto carri merci.

 

Plastico scala “N” per modelli USA
Il plastico in scala N è costituito da un ovale a doppio binario posato su un rilevato tipo ponte in pietra su cui vengono fatti circolare modelli di treni americani delle varie epoche.
Il plastico è gestito con tecnologia digitale e consente la circolazione contemporanea di 4 convogli della lunghezza massima di circa 2 metri (attenzione, qui stiamo parlando di trenini in scala N ossia di dimensioni molto ridotte in un rapporto di scala 1:160).
Il materiale rotabile circolante è costituito di volta in volta:
– dalle locomotive a vapore sia dell’epoca della costruzione delle ferrovia transamericana (ai tempi del vecchio West) sia dalle possenti locomotive articolate a 6 o 8 assi, sempre a vapore, degli anni 40 – 50 tipo BigBoy o Challenger;
– dalle locomotive diesel anch’esse degli anni ’40 – ’50 fino alle più moderne e potenti motrici di ultima generazione in grado di trainare nella realtà convogli merci della lunghezza di 1500 – 1800 metri;
– da lussuosi treni passeggeri, completi e illuminati, quali il California Zephir o il Brodway Limited, famosi per aver collegato fra loro le due sponde oceaniche degli USA.

I convogli circolanti sono completati da una numerosa serie di vagoni merci e passeggeri abbinati, di volta in volta, per tipologia e epoca alle rispettive unità motrici.
Il plastico è dotato di deviatori per il passaggio da una linea all’ altra, per il sorpasso e l’alternanza dei convogli sulla linea; ogni deviazione è protetta da un segnale.
L’armamento è costituito da materiale Atlas e Peco mentre i rotabili sono, prevalentemente, Atlas, Kato, Athearn, Intemountain e Bachmann di cui alcune dotate anche di sound digitale.
Il plastico, costruito in legno ed abbellito con muschi e licheni, è opera del socio Mario Ghidini

 

Plastico centroeuropeo scala N
In stile alpino centroeuropeo ed in scala 1:160, il plastico costruito dal socio Sergio Muscio è dotato di tecnologia digitale di ultima generazione con illuminazione notturna e con suggestivi effetti speciali.
Molto b
ello da ammirare è una locomotiva elettrica Taurus delle Ferrovie austriache OBB chiamato “Verdi-Wagner” con livrea vivacemente multicolore realizzata nel 2013 per onorare i 2 musicisti nel bicentenario della loro nascita. Così come succede dal vero in entrata in stazione suonano alcune note di uno degli artisti.

Su questo plastico, molto curato nel paesaggio e dotato di una stazione principale con annessa zona smistamento, rimesse con piattaforma circolare ed una stazione secondaria, circolano eterogenei convogli merci e passeggeri, tra i quali una riproduzione dell’ Orient Express.

 

Plastico in LGB
Nel giardino della nostra sede, appena entrati si può ammirare un circuito sul quale circolano treni di dimensioni ben più grandi di quelle dei soliti trenini.
Sono in scala G.   Per le norme NEM sarebbe la scala 2 m, ossia con un rapporto 1:22,5 e la distanza tra le 2 rotaie (tecnicamente chiamate funghi) del binario è di 4 cm e mezzo. Circolano treni chiamati comunemente LGB (Lehmann Grosse Bhan) dal nome dell”azienda che per prima iniziò nel 1968 la produzione di questo tipo di treni in questo formato ed adatti a girare in esterni stante le caratteristiche dei materiali di costruzione.
Sul circuito allestito in giardino si possono ammirare vari convogli tra cui il convoglio della ferrovia Parenzana esistita fino al 1935 nonché il tram di Opicina con relativo carro scudo modello anni ’70 costruito dal compianto socio onorario Umberto Russo.
Il circuito viene messo in funzione in occasione delle manifestazioni sempre che le condizioni meteo lo consentano.

 

Sistema Car Faller
Non è un plastico ma … potrebbe esserlo. La scelta del Ferclub è stata quella di integrare la parte di circolazione su sede stradale di camion e bus dentro al “Plastico senza frontiere” e nel nplastico  in scala N Centroeuropeo in modo da renderlo più completo. Ma anche per dare una immagine di quella integrazione tra i due mezzi di trasporto – quello ferroviario e quello su gomma – sul quale molto si discute e poco o nulla, ahimè, si fa.
I mezzi e il sistema di circolazione sono della Car Faller azienda sorta a Stoccarda subito alla fine della seconda guerra mondiale sulle rovine della Germania distrutta. Oggi invece con sede in un tranquillo posto nella Foresta Nera. Produce elementi statici ( edifici, ponti ecc) per il fermodellismo soprattutto ferroviario, ma leader assoluta nel campo della circolazione di camion, bus, auto ecc

Questi tramite magneti e fili metallici posti sotto la sede stradale  con mezzi dotati di motori a batteria, viaggiano con grande verosimiglianza affrontando le curve come fossero su dei binari. Apposite centraline comandano fermate e ripartenze. Sono in dotazione al Ferclub una decina tra camion, mezzi di soccorso, autovetture,  trattori che viaggiano sulla sede stradale in perfetta autonomia.
Con un quadro di comando, invece, i TIR possono salire e scendere dai carri ferroviari dei treni Ro-La (i convogli speciali dedicati al trasporto dei TIR)

Dal 2017 si sono aggiunti ai vari altri bus alcuni realizzati dal socio Giampaolo Manfredi con livrea della Trieste Trasporti. Circolano sulla sede stradale fermandosi e poi ripartendo dalle zone di fermata dei bus grazie alla programmazione con apposita centralina.

 

Piccolo plastico treni EST europeo
Proprio all’ingresso della sede è in fase di allestimento un piccolo plastico sistema analogico, corrente continua (piccolo stante lo spazio disponibile) dedicato ai treni della vicina Slovenia, Croazia, Serbia con modelli sia  statici sia circolanti.
In questi mesi hanno circolato vari modelli di proprietà del socio Gianluca Battistin. In particolare nel settore locomotive a vapore  della Slovenia la SZ 25 026 e la SZ 33 037, modelli tutti elaborati su base Klein Modellbahn.

Nel settore delle possenti locomotive diesel sulla base del modello Mehano della SD 40 si sono viste la SZ 661, la SZ 664, la SZ 642 per quanto concerne la Slovenia e la HZ 661-HZ 2063-HZ 2062 per la Croazia nonchè, sempre per la Croazia,  la HZ98 78 2063 soprannominata la Karavela e che è stata la diesel più veloce della ex Yugoslavia.
Per i treni passeggeri ad alta velocità con assetto variabile il modello HO del Pendolino sloveno  SŽ serie 310 autocostruito su base Lima ETR 480.
Tra le automotrici slovene la diffusissima SZ 713/715-111 il cui modello circolante talvolta al Ferclub deriva da una automotrice svizzera Lima elaborata da Milos Jocif.
Altra macchina spesso su questo piccolo plastico la SZ 315, una automotrice polacca soprannominata Gomulka  e che negli anni ’90 arrivava alla stazione di Trieste.